Nel cuore dell’inaugurazione dell’anno accademico a Padova, accanto alle figure istituzionali come la ministra Bernini, è intervenuta anche Emma Ruzzon, Presidente del Consiglio degli Studenti. Il suo discorso, potente e coraggioso, ha scosso le fondamenta di una narrazione che da troppo tempo soffoca il mondo universitario: quella del merito assoluto, della competizione come metro unico di valore, del successo personale come riscatto individuale.
Emma ha deposto una corona d’alloro con un fiocco verde: non un gesto ornamentale, ma un simbolo. Verde come il colore del benessere psicologico, dedicato a chi non ce l’ha fatta, a chi ce la fa con fatica, a chi vive lo studio non come possibilità, ma come ostacolo. “Stare male non deve essere normale”, ha detto, e in quella frase c’è tutta la denuncia di un sistema che celebra l’eccellenza ma dimentica la persona.
Le sue parole colpiscono per lucidità: l’università non dovrebbe essere una gara. Dovrebbe essere un percorso umano, accessibile, giusto. Ma oggi non lo è. L’assenza di borse di studio, la mancanza di alloggi, il peso delle aspettative familiari, il costo emotivo della precarietà: tutto questo contribuisce a creare un clima tossico, dove chi non regge viene lasciato indietro. E chi cade viene accusato di non aver “meritato”.
Il merito, così come spesso viene raccontato, è una bugia comoda: fa sembrare giusto un mondo diseguale. Fa sembrare naturali le differenze di partenza. Ma non è così. E la Ruzzon lo ha detto chiaramente, chiedendo alle istituzioni non solo ascolto, ma coraggio. Il coraggio di cambiare rotta.
Il suo intervento è stato anche un atto politico, nel senso più nobile del termine. Ha ricordato la tradizione antifascista dell’Ateneo padovano, evocando la voce di Concetto Marchesi che nel ’43 si oppose al regime. Un passato che risuona nel presente, quando studenti e studentesse chiedono tutele, rispetto, futuro.
La sfida, oggi, è non accettare il poco che ci viene concesso. Ma sognare e pretendere di più, insieme.
Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende!
